Sabato 20 Maggio 2017

Il locale apre al pubblico alle ore 20:00 (17:00 la domenica)
Il concerto inizia alle ore 21:30 (18:30 la domenica)

  • Ingresso con tessera ARCI
  • Contributo attività: € 10,00

Le Rane di Testaccio è un’associazione e perciò è necessario fare la tessera di socio (ARCI).
La tessera per il 2017  è valida in tutti i circoli ARCI nazionali fino a ottobre 2017

Nel locale tutti i prodotti (anche surgelati) sono di qualità ed i prezzi sono comunque contenuti.

Ingresso a numero limitato, 100 posti

Ore 21:30

LUCREZIO DE SETA
“Brubeck was Right!”

Lucrezio de Seta (batteria)
Ettore Carucci (pianoforte)
Francesco Puglici (basso)

Presso Le Rane di testaccio Lucrezio de Seta andrà in scena con il suo secondo lavoro da leader Brubeck Was Right pubblicato nel 2017 dall’etichetta Headache Productions. Un progetto originale e dinamico caratterizzato da una forte intensità emozionale, che alterna brani inediti poetici e passionali a rielaborazioni moderne dei più grandi standard della tradizione jazzistica. Il disco si distingue per un sound originale e strizza l’occhio tanto alla tradizione quanto ai più moderni dettami estetici del jazz moderno: per la serata la formazione sarà completata da Ettore Carucci al pianoforte e Francesco Puglisi al basso. Il chiaro riferimento alla storica figura di Dave Brubeck, infatti, pur non venendo mai citato attraverso le sue celebri composizioni, è alla base di questo trio che reinterpreta famosi standard ed elabora composizioni originali (tutte a firma di Carucci) esplorando metriche dispari e ricercando una pronuncia originale ed immediata. Una formazione ricca di groove, dunque, in cui la batteria di Lucrezio de Seta, divisa tra tempi irregolari e pronunce swingate, trova la corretta vena interpretativa per rielaborare grandi classici del jazz. A fare il resto ci pensano il pianismo moderno di Ettore Carucci, caratterizzato da una grande padronanza del fraseggio e del comping mai banale, e il basso di Francesco Puglisi, perfetto nell’esecuzione e azzeccato nello stile asciutto e diretto.

E’ questo il punto di partenza dal quale prendono vita alcune rivisitazioni di alcuni dei più grandi successi della storia del jazz. Tra questi A Night in Tunisia, celebre composizione di Dizzy Gillespie e Frank Paparelli, che, pur mantenendo la stessa linea melodica dell’originale, è arrangiata per l’occasione in 7/4 e arricchita da una ritmica di chiara matrice afrocubana, incalzante e decisa, a tratti fluida a tratti sincopata, perfetto tappeto per l’improvvisazione brillante di Ettore Carucci. Giant Step, brano del grande John Coltrane, è invece rivisitato in due versioni (entrambe in 5/4) che destrutturano l’opera originale con un groove incalzante, con un andamento swing deciso e con un improvvisazione fluida e determinata. Persino Lonnie’s Lament, anch’essa famosa composizione del grande John Coltrane, viene riarrangiata con una chiave di lettura moderna e con una batteria decisamente afro che ne capovolge i connotati regalando modernità ed originalità alla melodia. In questo contesto si collocano perfettamente brani originali quali Tyre Blown, caratterizzato da sostenutissime metriche dispare e da uno swing incalzante, e Ghost dove una batteria che rimanda in qualche modo al drum’n’bass newyorkese anni ’90 che ben si sposa con il pianismo fluido e diretto del compositore. Non mancano anche ballad caratterizzate da lirismo e passionalità come Confusion oppure the Simple Life of My heart, che si distinguono per le atmosfere rarefatte e per quelle note in sospeso che rendono la melodia eterea.

Brubeck was Right! è un progetto innovativo, dalla forte vena creativa che partendo dalla tipica formazione in trio acustico si evolve senza timidezze reverenziali di stampo stilistico, dando vita ad arrangiamenti moderni e composizioni originali che ben si collocano nel panorama jazzistico più attuale.