Sabato 18 Novembre 2017

Il locale apre al pubblico alle ore 20:00
Il concerto inizia alle ore 22:00

    • Ingresso con tessera 
    • Contributo attività: € 10,00

Le Rane di Testaccio è un’associazione e perciò è necessario fare la tessera di socio.

Nel locale tutti i prodotti (anche surgelati) sono di qualità ed i prezzi sono comunque contenuti.

Ingresso a numero limitato, 100 posti

Ore 22:00

SINFONIA MEDITERRANEA

Adelaide Di Michele (voce)
Carmelo Iorio (sassofoni)
Paolo Cintio (piano)
Franco Nozzolillo (basso)
Sal Summa (percussioni)
Roberto Altamura (batteria)

Sinfonia Mediterranea è un progetto che si ispira al Mediterraneo, un luogo dove oggi si consumano tragedie e storie drammatiche che si intrecciano con le suggestioni di calda bellezza antica delle sue terre e dei suoi mari.
Il gruppo nasce nel 2016 (a “Le Rane di Testaccio”, importante jazz club romano), dall’idea comune di fondere musiche diverse tra loro, unite dal filo conduttore della melodia mediterranea, riconosciuta come identità condivisa.
Ogni componente del gruppo proviene da esperienze diverse, ma il progetto ha un’impronta jazz, perchè il jazz è contaminazione, per natura e per elezione, nasce tale e mantiene questa cifra nel suo evolversi, aprendosi alle suggestioni del mondo e delle genti ed accogliendole per farle sue, a suo modo.
Si sentono “sapori” latini, sopratutto nell’intreccio ritmico delle percussioni, colori jazzistici, nello svolgersi dei brani e “isole” di free music e funk, nelle improvvisazioni ,che costituiscono l’identità e l’originalità della formazione.
I brani, tutti originali, composti dal gruppo, con qualche omaggio ai grandi del passato (John Coltrane),sono influenzati dalle armonie e dalle sonorità della tradizione popolare italiana, delle molte italie popolari, come da quelle medio-orientali o magrebine, in una parola da alcune delle molteplici anime musicali del bacino del Mediterraneo, in un percorso multiforme e trasversale che affonda le radici nell’improvvisazione e strizza l’occhio anche al free.
Perchè oggi, più che mai, dobbiamo cercare nel Mediterraneo un destino migliore